Sensazioni andate in fumo
martedì, ottobre 10, 2006
Strano. E' ormai circa una settimana che ho interrotto (ci tengo a sottolineare di non usare il verbo smettere davanti a me) una mia vecchia abitudine: fumare.
La cosa in sè non ha nulla di eccezionale per la maggior parte delle persone (escluse ovviamente le fumatrici e quelle che mi conoscono come un accanito tabagista), ma ha una valenza particolare per me.
Non so spiegare il motivo che mi ha condotto a questa brusca e strana interruzione. Posso dire che non è stata un'azione premeditata, ma un pensiero che si è generato una mattina. Pensiero che è riassumibile in "Proviamo a non fumare oggi".
Ebbene dopo la prima settimana senza fumo ho voglia di spiegarvi le sensazioni che si provano ad interrompere l'assuzione di tabacco e un'abitudine fatta di gesti, riti e autocompiacimento.
1° Giorno: nulla di anormale durante la mattinata, quasi non sentivo necessità di una bionda. Nel primo pomeriggio dopo pranzo il desiderio ha iniziato a crescere, ma tenerlo a bada non è stato complesso. Complessa invece è stata la serata. Difficile non pensare al fumo azzurro dopo un paio di bicchieri di vino. Piccola crisi risolta nel giro di una decina di minuti di concentrazione.
2° Giorno: Imbarazzante il desiderio di accendere fin dalle prime ore della mattinata. Poca la concentrazione, ho iniziato a sentire le prime reazioni del fisico in astinenza. Giornata abbastanza dura, serata al limite del drammatico (per un fumatore s'intende).
3° Giorno: Nottata passata a svegliarmi ogni ora con la voglia di accendere: vera e propria Crisi d'Astinenza. La giornata invece ha preso una piega diversa; ho iniziato a sentire il corpo diverso e a percepire l'astinenza con un pizzico di gusto (masochistico). Mi divertiva la sensazione di "mancanza" e di "voglia", questo miscuglio di sensazioni mi ha spinto oltremodo a mantenere il mio comportamento.
4° Giorno: Sonno Tranquillo, giornata tranquilla, serata pazzesca! Aperitivo! Il connubio Alcool fumo è decisamente uno dei più allettanti e brillanti. Qualche bicchiere di vino bianco, due Martini e..... ed è stata durissima. Mischiare il desiderio di una sigaretta con il calo della inibizioni dettato dall'alcool rende tutto molto complesso.
5° Giorno: Il fisico inizia a chiedere di meno, la mente no. Nonostante la soddisfazione della vittoria del giorno precedente la guerra è sempre aperta e ogni giorno più subdola. Il cervello è molto più potente del corpo. Le richieste che la dipendenza psicologica fa scaturire dalla mente sono estremamente sofisticate e coinvolgenti. La mente cerca di convincersi che ormai è fatta, ormai la dipendenza è finita... quindi puoi tranquillamente fumare una sigaretta per fare la prova del 9, per dimostrare la tua forza, per verificare la tua superiorità e distacco da quella piccola cosetta fatta di foglie e carta arrotolata; su dai non vorrai mica farti battere così? Quindi accendi pure e sorridi come un vincitore....
In conclusione difficile anche il 5° giorno
6° Giorno: Una replica del 5° ma con un pizzico di soddisfazione in più nel resistere e giocare con se stessi.
7°.... 8°....
Ebbene il mio post è terminato qui... Non so per quanti giorni ancora manterrò questo mio status di fumatore interruptus...
Etichette: riflessioni
5 Comments:
- At 5:32 PM, Henrik said...
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Fantastico. Mi viene quasi, quasi voglia di interrompere anche a me.
- At 10:26 AM, said...
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Ho pensato anch'io molte volte di smettere ma mancano due fattori fondamentali: la giusta motivazione e l'AUTO_controllo. Se si fa sport, per esempio il tennis dove si deve correre molto, probabilmente è più facile e si possono trovare entrambi....
Per curiosità,qual'è stata la tua giusta motivazione?
(se si può sapere naturalmente) - At 10:47 AM, said...
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In realtà non c'è stata una singola motivazione scatenante. Era da tempo che si pensavo... dopo 16 anni di fumo è giunto il momento di interrompere per un pò.
La cosa che mi piace di più è la sensazione di liberazione da una schiavitù psicologica. - At 11:31 AM, said...
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Eh si hai proprio ragione, la schiavitù è una parola che ha sempre un'accezione negativa, in qualunque fattispecie venga considerata.
Speriamo riesca a trovarle anch'io l'insieme di giuste motivazioni e che non sia nè di corvi nè di adulatori che si debba parlare
:)
MDC - At 11:08 PM, said...
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Se il fumo è sinonimo di droga o di dipendenza da un qualcosa che prende la mente oltre al fisico e dal quale il fisico si libera prima della mente, è anche vero che fumare è un atto volontario in cui la mente cerca nel fumo della sigaretta (o di altro tipo di prodotto) un sollievo dal naturale svolgimento monotono della vita quotidiana? O forse è solo la ricerca di un distacco momentaneo da quella realtà che ogni giorno viviamo?
Chissà quale verità in ognuno di noi ci conduce a prendere un sottile cilindro di carta, arrotolato intorno ad una miscela tritata di un vegetale, chiuso da un lato da un cilindro di materiale poroso chiamato filtro (poi filtro di cosa visto che catrame, anidride carbonica, benzene, e quant'altro presente nei prodotti di combustione) e accenderlo dall'altro lato per infine consumarlo in una infinitesima frazione del tempo che passa, per poi ripetere il gesto con un'ennesima volta (a volte dopo poco).
Forse la pazzia di sentire il sapore di quella miscela spacciata per tabacco di origine dubbia (mica ti dicono da dove proviene il tabacco o quello che viene spacciato per tabacco contenuto in qugli insignificanti tubicini di carta).
Ma in fondo cosà dire?
Tanto tutto va in fumo prima o poi.
Meditate gente, meditate.
firmato
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Max è nato nel lontano 1922, a 16 anni si trasferisce in Sud America dove crea una delle più fiorenti imprese ittiche del paese, a 26 anni decide di vendere l'impresa e di girare il mondo. Dopo 6 anni e più di 40 paesi, si stabilisce in Nuova Zelanda sposandosi e dando alla luce 6 figli
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Max II nasce nel 1988 da una famiglia diretta discendente degli zar di Russia, a 12 anni diventa campione mondiale di scacchi under 16. A 15 anni si laurea in matematica pura e due anni dopo riceve la medaglia Fields, da allora vive in una casa sul mar Caspio.
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